In positivo:
http://versounanuovacittadinanza.blogspot.com/
Un blog che ho seguito spesso... Parla di tutto! Uomini,identità,alterità,problemi della società e punti di vista di molti autori importanti. Insomma, è il contenuto che lo rende davvero interessante. E' legibilissimo,colorato al punto giusto,evidenzia bene i tratti salienti deldiscorso ;) Inoltre è graficamente pulito,abbastanza ordinato. Che dire altro, un blog esemplare a mio parere.
In negativo (se proprio si deve fare):
un blog che ha come intento quello di fare il tributo alla ferrari
http://filippolopreiato.blogspot.com/
Non so, ho ricevuto il link via mail qualche giorno fa. Ho deciso di seguirlo, ma non mi ha entusiasmata per niente , a primo impatto. Spero l'autore lo nutra di qualche contenuto interessante,nuovo...Anche i motori possono "comunicare" (senzsazionali certe affermazioni,vero?!),perchè non provare a interessare gli altri?
Cambierei anche la grafica. Ci mettere qualche template più "aggressivo",d'impatto.

Una delle mode più criticate ed amate,allo stesso tempo. Facebook, e con lui tanti altri social network.
Una volta esistevano i salotti,le festicciole per conoscere nuove persone e scambiarsi "un pò di vita" attraverso la comunicazione. Oggi consideriamo obsolete e sorpassate da tempo certe pratiche comunicative.
Insomma, è il tempo dei "salotti" digitali. In essi si prova a riportare la realtà di una persona, tutta la sua intera vita. Si stabiliscono rapporti,amicizie,inimicizie e chi più ne ha più ne metta. Una vita compressa,"ridimensionata" e adattata ai modelli propri di tale ambienti.
Siamo ben lontani dal "zippare" in winrar i files della nostra vita vera all'interno di facebook. Eppure queste community vanno di moda, sono efficaci, "funzionano" a dovere. Ecco perchè ne parlo nel mio blog inerente alle mode. Perchè una community è semplice, pratica e veloce.Come una moda. Ha tutto ciò che un ambiente digitale,nel suo piccolo, deve avere.
10+



Be' allora visto che ho proposto l'argomento mi pare doveroso parlare del mio modo di vestire...
Miriam all'Università:
amo generalmente vestiti e scarpe comodi..la vita universitaria prevede lunghe maratone per arrivare alla meta desiderata..chilometri di ponte spesso e volentieri!
Il mio look s'ispira a diverse tendenze:dal classico jeans e maglietta,all'abbigliamento etnico,alla moda anni '70.

Le mie scarpe preferite sono le scarpe da tennis.
Miriam in casa:

sono d'obbligo per me.

Miriam in società:
Sono molto abitudinaria e fedele al mio look..lo stile è sem

L'abbigliamento si ravviva decisamente in estate: mi piace indossare vestitini, gonne,pantaloncini,scarpe aperte e sm

Accolta la proposta di Miriam ecco cosa preferisco indossare...


Per stare in casa nulla di più comodo della classica e confortevole tuta e nei periodi più caldi comodi e freschi vestitini di cotone..

Per uscire con gli amici o con il raga...è tutta un'altra storia...per prima cosa non mancano i tacchi alti (decoltè e senza punta rotonda)...e ampie borse per riporvi di tutto e di



TRAMA da http://it.wikipedia.org/wiki/Il_diavolo_veste_Prada_(film)
Andrea Sachs (Anne Hathaway) è una neo-laureata in cerca di lavoro, appena arrivata a New York. Vorrebbe fare la giornalista e il talento non le manca, ma l'occasione che le capita non corrisponde esattamente alle sue aspirazioni.
Si tratta di ricoprire l'ambitissimo ruolo di seconda assistente di Miranda Priestly (Meryl Streep), l'influentissima direttrice della prestigiosa rivista di moda Runway.
Andy non ha la minima inclinazione per il mondo della moda né nasconde tutta la sua ignoranza in merito, eppure viene assunta. Con l'obiettivo di resistere per un anno per poi passare alla redazione, Andy accetta la "diabolica" proposta dell'inflessibile direttrice e si sottopone così ad ogni tipo di angheria, da parte della stessa.

Assorbita com'è dal suo lavoro, Andy trascura sempre di più il fidanzato Nate, gli amici e i genitori, ma anche se arriva sul punto di mollare tutto, poi tiene duro. Quel lavoro, infatti, potrebbe portarle anche molti vantaggi. Per la sua futura carriera di giornalista la possibilità di conoscenze altolocate di personaggi influenti più o meno legati al mondo dell'editoria è un'opportunità non da poco. Col tempo, grazie all'aiuto di Nigel (Stanley Tucci), il più stretto collaboratore della temibile direttrice, Andy comincia a curare il suo look e a comprendere l'importanza di cose cui non aveva mai dato alcun peso. Questo, unito alla sua intelligenza e capacità, la rende sempre più efficiente nel suo lavoro, tanto da arrivare a soffiare il posto alla "prima assistente" della Priestly, in occasione della prestigiosissima trasferta annuale a Parigi per la settimana della moda.
In rotta ormai col proprio fidanzato che non la comprende più, a Parigi Andy si getta tra le braccia di Christian Thompson, un free lance di grande successo che le ha già prospettato un futuro radioso. Quando questi però le svela di far parte di un piano secondo il quale l'editore di Runway sta per dare il benservito alla grande Priestly, considerata ormai sorpassata, per far posto alla rampante Jacqueline Folley, Andy sente l'istinto di correre in aiuto alla sua perfida principale, per altro appena gravata negli affetti privati, dall'abbandono dell'ennesimo marito.
Andy si precipita da Miranda per riferirle quanto ha saputo, quindi, nella grande occasione pubblica che celebra il "matrimonio" tra la rivista Runway e lo stilista Holt, la Priestly annuncia che il direttore artistico della nuova azienda creata da quest'ultimo sarà Jacqueline, e non il fido Nigel, come previsto. Mentre Nigel ingoia l'ennesimo rospo, Miranda si è così assicurata la prosecuzione della sua guida a capo della rivista, avendo abilmente dirottato altrove chi avrebbe dovuto succederle.
Salite poi in auto, Miranda dice ad Andy che sapeva già del complotto alle sue spalle e che dunque non deve sentirsi in colpa per quanto accaduto a Nigel. Le dice anche che, in ogni caso ha apprezzato molto, e che è inutile che si scandalizzi tanto per il comportamento di chi, calpestando un amico si è assicurata la propria carriera, perché lei stessa una cosa del genere l'aveva già fatta, accettando di venire a Parigi a posto di qualcuno che si era preparato da mesi per questo.
Di fronte al fatto di vedersi dipinta come una possibile "nuova Miranda", Andy realizza che la strada intrapresa è lontanissima dalle sue aspirazioni e che il rischio di trovarsi inghiottita da un mondo che non le appartiene si farà sempre più concreto se non saprà fermarsi in tempo. Così esce dall'auto e volta le spalle per sempre a Miranda e alle sue tentazioni.
Tornata a New York recupera il rapporto con Nate e quindi viene assunta come giornalista in un piccolo quotidiano, anche grazie alle ottime referenze della sua ex principale.
Il film è ispirato al romanzo omonimo di Lauren Weisberger
Eccovi il trailer...
- EllEbOro è meglio di Blogspot... e vi diciamo pure perchè!ellEbOro è "più migliore" di blogspot perchè su blogspot ognuno pensa solo al SUO BLOG, si concentra solo su di esso e si perde la collaborazione ...

Sto leggendo da qualche giorno un libro che si chiama Ancora dalla parte delle bambine e ho avuto modo di riflettere su alcune questioni che per noi sono scontate ma che purtoppo,sono costretta a dire,ci dicono molto di quello che è diventata la nostra società.
Partiamo dall'analisi di alcuni programmi TV: qualcuno ha mai visto Dottor 90210 in programmazione su Sky dove fanno vedere come mamma figlia e nonna diventano più giovani,più barbie?La maggiorparte non va per colmare un disagio ma piuttosto per diventare di plastica!;
oppure My Super sweet sixteen su MTV dove ragazzini e ragazzine spremono i loro genitori per avere una festa di compleanno milionaria e fare invidia agli amici;o ancora Paris Hilton B.F.F (BESTFRIENDS FOREVER) ragazze disposte a tutto per diventare le migliori amiche di Paris ? ..
Ce ne sarebbero tantissimi di esempi , ma diciamo che già questi fanno la loro "porca figura"..
Cosa arriva alla gente?Quali sono i messaggi che vengono incosciamente incamerati?
Quelli di una moda che non ci vuole unici e irripetibili ma uguali,gretti e superficiali!?..
Ma passiamo alla moda per bambini partendo dalle pubblicità:avete notato i giochini sponsorizzati?Per i maschietti giochi intelligenti o comunque con carattere,per le femminucce bambole da cullare per diventare le mamme di domani,trucchi a forma di farfalla e simili per essere sempre alla "moda",scarpette per saltellare alla"moda"..insomma giochi che non si allontanano poi tanto da quelli delle loro mamme!
E vogliamo parlare dei nomi delle marche di vestiti per bambine?
MONELLA VAGABONDA,MISS RIBELLINA,BAMBOLITA, e altri nomi fantasiosi, o meglio, altre etichette, da appiccicare addosso alle femminucce!
Vorrei sapere un po' da voi, in tutta sincerità, quali sono le vostre opinioni a riguardo,se riscontrate nella realtà che effettivamente i modelli propinati dalla TV e dai mass media fanno realmente presa sulle persone e su di voi.
Carta d’identità digitale
-C’era una volta (nel lontano 1997,credo)… La prima console con cui ho familiarizzato (con entusiasmo): playstation1. svariati giochi con cui dilettarmi nel tempo libero
-1998/99 : iniziano le prime esperienze dirette con il computer, ma solo per fini ludici. qualche giochino riguardante gli uomini primitivi (primitivi questi ultimi sicuramente meno della grafica di quel gioco!…) e disegnare-modificare immagini con il Paint
-2000: il telefonino entra nella mia vita per la prima volta, e da allora non mi ha abbandonata mai più. Primi invii di sms e utilizzo di servizi come, ad esempio, timcafè
-2001-02: i computer si fanno interessanti ai miei occhi. Amplio le mie conoscenze elettroniche scrivendo in Word tesine- compitini ( cosa che continuo a fare, anche in questo momento!) per le materie scolastiche. Intanto i telefonini subiscono significative evoluzioni ( e muoio dalla curiosità di utilizzarli!)
-2003: il mio computer nuovo nuovo con sistema operativo windows XP mi piace un sacco, ma manca ancora qualcosa perché tra di noi nasca un’intensa complicità… Utilizzo di Office, nella sua quasi totalità: Word,Power Point, Excel, Access….
-2004: Internet a casa ( un po’ tardi, vero??). Emule, Msn sono i miei primissimi amori in rete. Segue la creazione di un indirizzo e-mail con il mio nome, dominio di Tiscali. Intanto vado scartabellando in cerca di notizie – informazioni riguardo l’università (non è mai troppo presto!)
-2005: adesione a diversi social network ( Badoo, Netlog, Myspace…). Erano interessanti per lo scambio d’opinioni, oltre che per “socializzare” con il mondo intero. Primi approcci con i giochi in rete (Ultima). Abbandonati i tentativi di lì a poco.
-2006: skype, msn si evolvono ed io con loro… creo il mio primo blog su msn,blog ancora attivo e in aggiornamento. Interessanti diversi programmi per la costruzione di rwm o la modifica di foro digitali.
-2007: grazie ad “esercitazioni di Informatica1” scopro gmail, gtalk,google maps,docs e tutte le risorse di google a me ignote fino allora
-2008: scopro Facebook e mi diverto ad impicciarmi dei fatti altrui, oltre che a creare gruppi che raggiungeranno quote d’iscritti inimmaginabili.
Scopro windows Vista ( la grafica è stupenda, alcuni problemi li dà però..) e acquisto un Vaio, con il quale sto lavorando al progetto di Ambientidigitali ( oltre a compiere le azioni in rete ormai diventate routine: posta elettronica,partecipare a forum di discussione,prenotazione esami e quant’altro).
Provo inoltre a creare il mio primo programma (“Hello World!”, che emozione per una dilettante come me!!).
Solo per sdrammatizzare ( visto che a lezione si parla sempre della demenzialità giallappesca...), solo per voi, ecco un regalino domenicale dal Fantasticomondodifscc---->
(questo dottor house si che mi piace!! Cloude for president!)
Io continuerò a lavoraci. Speriamo non da sola :)
Il seguente testo potrebbe essere talmente carico di significato da disorientare i più . Se così fosse, chiedo uno sforzo di interpretazione maggiore rispetto al solito. Non mi dilungherò in precisazioni ulteriori.
" Il padre: Non oso contraddirla, signore. Ma creda he è una sofferenza orribile per noi che siamo così come ci vede,con questo corpo, con questa figura..
Capocomico: ma si rimedia con trucco,caro signore, per ciò che riguarda la figura!
Il padre: Già,ma la voce, il gesto...
Capocomico: oh, insomma!! Qua lei, come lei, non può essere !! Qua c'è l'attore che lo rappresenta e basta!!
Il padre: ho capito , signore... Ora forse indovino anche perchè il nostro autore, che ci vide così vivi, non volle poi comporci per la scena. Non voglio fare offesa ai suoi attori. Dio me ne guardi!!
....
La rappresentazione che farà, anche sforzandosi con trucco a somigliarmi, difficilmente potrà essere una rappresentazione di me, come realmente sono. Sarà piuttosto com'egli interpreterà che io sia,com'egli mi sentirà e non com'io dentro mi sento. E mi pare che di questo, chi sia chiamato a giudicare di noi, dovrebbe tener conto.
Capocomico: Si dà pensiero dei giudizi della critica, adesso? E io che stavo ancora a sentire! Ma lasci che dica, la critica. E noi pensiamo piuttosto a metter su la commedia, se ci riesce!..."
Sbalorditivo!!
........
Ma per i sognatori-idealisti incalliti, certi valori non possono passare... Non possono smettere di esistere, nonostante le continue delusioni ricevute.
Quando tutto il mondo va a rotoli, bisogna credere in qualcosa per riuscire ad andare avanti,no? Io continuo a crederci...
il video parla da solo, ne sono certa...
Sono le parole di una delle più famose stiliste italiane dei nostri tempi, Mariuccia Mandelli, Krizia in arte.
Vi ritrovo un forte sostegno alle idee espresse nei post precedenti, ecco illustrato il motivo per cui le ho pubblicate. Inoltre questa donna mi ha sempre ispirato un forte senso di libertà,allegria, energia con le sue creazioni! E' come se avesse provato a trasformare il mondo della moda in una sorta di "Era dell'acquario" ....
Perchè infondo la moda è un flusso continuo , fatto di continui aggiustamenti, trasformazioni, rivoluzioni che però non riescono ad eliminarne la sostanziale continuità... Nulla si crea o si distrugge, semplicemente si trasforma tutto.
"Moda adotta le figlie predilette di Arte: Bellezza ed Ossessione" --- ( i miei "pensieri discreti" )

Iniziamo dalle fondamenta di questo "ingarbugliato" edificio. Ho preso spunto, nel voler trattare della moda e del suo "significato", da un episodio appartenente alla terza serie di un telefilm trasmesso attualmente negli USA: "Ugly Betty", season 3. La serie televisiva è stata trasmessa anche in Italia (solo le prime due stagioni per adesso) ed ha avuto un buon successo.
L'episodio di cui voglio parlarvi si intitola "There is no place like Mode" ("Non c'è nessun posto come Mode", titolo emblematico poichè è la rivisitazione di un vecchio detto che credo tutti noi conosciamo...). Non è disponibile in traduzione italiana nessuno spezzone dell'episodio, quindi mi limito a inserire la preview trovata su youtube, giusto per dare un'idea di cosa stiamo parlando.
L'episodio tratta de "La settimana della moda" o "Fashion week" che la rivista Mode, nella quale la protagonista della serie lavora,si trova a dover affrontare. La protagonista Betty si trova a dover fare i conti con un'eccentrico ed enigmatico stilista, il quale disegna e realizza i suoi capi con materiali a dir poco non convenzionali: ferro filato, spine, scheggie di bottiglie rotte...
La ragazza è perplessa, non riesce a capire come possano essere proposti al pubblico capi d'abbigliamento così inusuali,spratici e pericolosi. Betty non sà cosa proporre come ambientazione ideale nella quale far sfilare le modelle che indosseranno tali abiti-tortura. Lo stilista non si esprime chiaramente circa la sua volontà di impostare lo scenario.
Betty:"Parliamo della sua sfilata.."
Stilista:"ti dirò esattamente cosa voglio: il torrido e secco vortice di vento che riduce i sogni in polvere... Dammi un pò di grigio! Grigio ma... vago! Un arcobaleno di grigio... Ma nitido come una nebbia distinta!... Betty, si tratta di dolore, una fuga... ma senza una via di fuga! Capito??!" Betty:"in realtà no, non capisc.." Stilista:"NO!NO!devi solo ascoltare i vestiti! Loro ti diranno cosa fare..."
I dubbi di Betty continuano ad ingrandirsi riguardo come svolgere al meglio il compito che le è stato affidato, fino a quando non riesce a fare un pò di chiarezza e scopre che...
Betty:"Ho letto tutto sul fatto che sei cresciuto dietro la cortina di ferro,sognando una vita dall'altra parte del muro di Berlino... E che hai perso tuo padre quando è stato catturato mentre cercava di scavalcare il filo spinato. Così, anche quando il muro è stato abbattuto, ti portavi dietro il dolore, un dolore che è sempre con te,anche nei vestiti che crei. Forse l'unico modo in cui puoi immaginare di scappare è spalancare delle enormi ali e lasciare che il vento ti porti via lontano... è così?"
Betty ha compreso cosa effettivamente quell'uomo volesse rivelare nelle sue creazioni:il dolore. Così elabora un'ambientazione vincente per la sfilata, portando a termine il suo lavoro nel migliore dei modi. L'episodio si conclude con le seguenti parole
Betty:"Finalmente credo d'aver capito... La moda è arte. è un altro modo per tirare fuori quello che abbiamo dentro e farlo vedere a tutti. Non è superficiale! è audace, è ....bellissimo! La moda è molto meno superficiale di quanto pensassi".
E' proprio da queste parole che ho trovato qualche spunto di riflessione riguardo il modo in cui la moda "comunica" agli altri qualcosa di ciascuno di noi. Credo che si giudichi questo particolare mondo con troppa facilità...Non può essere messo in discussione il fatto che il termine "moda" venga relazionato con il termine "apparenza".
L'apparire è stato classicamente contrapposto all'essere,alla sostanza.Considerata in un'accezione negativa, l'apparenza risulta essere qualcosa di cui diffidare, poichè non mostra le cose così come sono in realtà, ma le nasconde o comunque si limita a considerarne solo gli aspetti superficiali. Non scava in profondità.
Al di là di ogni considerazione morale, credo che le due entità di essere e apparire non siano poi così distanti. Come si fa ad essere e a non apparire, allo stesso tempo? Essere è "essere tante cose" contemporaneamente; essere è mostrarsi agli altri nella propria costitutiva pluralità; essere è apparire. Entrambe sono due potenzialità della natura umana, perchè ci si impegna a condannarne una al rogo e porre l'altra su un piedistallo?
Concludo ( per ora!) affermando che senza l'apparire, l'essere sarebbe incompleto, mancherebbe di qualcosa, a mio parere. Senza la superficialità dell'apparire, non potremmo scoprire, nè potrebbe sussistere, la profondità dell'essere. E viceversa.
Senza la moda, saremmo.... Cosa saremmo?!
:)
Precisazioni: parlando di moda non voglio iniziare un dialogo tra ciò che risulta essere più "in" nella stagione o nel passato... Il mio intento è relazionare diverse tematiche (la comunicazione in primis, l'identità, la stessa filosofia) al concetto di moda, preso nella sua accezione più generale possibile.

